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17-12-2008
Dichiarazione di voto per la conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 23 ottobre 2008, n. 162, recante interventi urgenti in materia di adeguamento dei prezzi di materiali da costruzione, di sostegno ai settori dell`autotrasporto, dell`a

Signor Presidente, noi, con l`onestà che ci ha sempre caratterizzato fino a questo momento, non possiamo non riconoscere che in questo provvedimento sono contenute misure positive, l`abbiamo detto anche nella discussione sulle linee generali. Una di queste, la principale, la più importante, è senz`altro quella dell`adeguamento dei prezzi dei materiali da costruzione per scongiurare gli innumerevoli casi di risoluzione dei contratti, che si sono verificati, e si stanno verificando, proprio a seguito dell`aumento straordinario dei costi delle materie prime.
Rispetto a tale problema era ovvio che il Governo dovesse fornire delle risposte, anche urgenti; tuttavia, come abbiamo già evidenziato, e lo ribadiamo ora con forza, riteniamo che il Governo avrebbe potuto affrontare il problema dell`equilibrio economico dei contratti in maniera strutturale, definitiva, nell`ambito della discussione sulla riforma del Codice degli appalti. Infatti, la norma prevista nel decreto-legge in esame affronta sì un`emergenza, ma in maniera temporanea, peraltro non dando delle risposte sufficienti ai costruttori stessi. Ci auguriamo che la norma riesca a risolvere il problema, ma non ne siamo certi perché, in effetti, gli aumenti dei costi delle materie prime hanno superato anche il 30 per cento, invece, sappiamo bene che con essa si dà una risposta parziale, che corrisponde a compe nsazioni che non superano il 10 per cento.
Non possiamo neanche contestare gli incentivi che questo Governo, attraverso ildecreto-legge in esame, ha riconosciuto ad alcuni settori, come quello dell`autotrasporto, dell`agricoltura e della pesca, anch`essi messi in difficoltà dall`incremento straordinario dei prezzi del petrolio. Tuttavia, anche riguardo a questo aspetto riteniamo che vadano sottolineate alcune questioni, ad esempio con riferimento all`autotrasporto. Credo che in questo momento non sia sbagliato incentivare categorie di operatori economici - per carità! - proprio perché, in una fase così difficile, qualsiasi incentivo e aiuto ben vengano. Tuttavia, incentivare l`autotrasporto è un tema controverso perché incentiviamo una modalità di trasporto che non solo è costosa, perché ci rende meno competitivi rispetto agli altri Paesi, ma anche inquinante. Da tali interventi appare che questo Governo è più favorevole ad incentivare il trasporto su gomma, gli autotrasportatori, una categoria, una corporazione, piuttosto che ad andare a monte del problema incentivando la costruzione delle infrastrutture e delle reti infrastrutturali per i trasporti più economici e che inquinano meno.
Ciò pone il tema più ampio della qualità della spesa. Rispetto ad un Governo che afferma che le risorse sono limitate, anzi, che non ci sono risorse e che non c`è più posto per gli sprechi, ritengo che incentivi dati così, senza criteri di qualità e senza neanche un senso di lungimiranza, una visione a medio e a lungo termine, lascino il tempo che trovano e non credo, francamente, che possano trovare completamente il nostro consenso.
Non riteniamo, peraltro, che sia stato neanche corretto, nell`ambito di questo decreto-legge, l`inserimento della deroga alle disposizioni dell`articolo 2112 del codice civile. Anche qui, una norma che tutela il mantenimento dei diritti dei lavoratori in caso di trasferimento di azienda avrebbe dovuto essere conservata anche in caso di procedura straordinaria di insolvenza. Insomma, l`inserimento di questa norma in un decreto d`urgenza, che serve, ancora una volta, ad aiutare la risoluzione del controverso tema dell`Alitalia, che serve, in sostanza, ad evitare la procedura di infrazione, ci risulta quantomeno antipatico, non foss`altro che questa vicenda, ad oggi, non sta producendo altro che danni ai cittadini, che, oltre ad accollarsi le perdite procurate dalla cattiva amministrazione dell`Alitalia, oggi sono penalizzati da tariffe costosissime ed eccessive del trasporto aereo ed anche da una spropositata e inaccettabile riduzione del servizio.
Vi è poi il tema, di cui abbiamo tanto discusso in Aula, riproposto anche da me in occasione della discussione degli emendamenti, nonché degli ordini del giorno oggi, relativo all`utilizzo dei fondi FAS. Ebbene, vorrei qui dire soltanto una cosa al Governo: stiamo comunicando ai cittadini che stiamo affrontando la crisi con dei provvedimenti; avremo, a breve, l`esame dei provvedimenti anticrisi del Governo. Mentre questo accade in Italia, mentre facciamo un provvedimento anticrisi che si occupa di alcuni problemi delle famiglie, svuotiamo il fondo FAS, svuotiamo dei fondi che dovevano essere utilizzati per il riequilibrio infrastrutturale e territoriale di questo Paese e li utilizziamo per spese ordinarie. Mentre facciamo questo, e questa è la cosa che vorrei mettere in evidenza e sottolineare, abbiamo, per esempio, il Governo francese, con Sarkozy, che stanzia 26 miliardi di euro per fronteggiare la crisi, di cui ben 10 miliardi e mezzo sono destinati a nuove infrastrutture (sono, cioè, ulteriori stanziamenti per nuove reti di trasporto e per l`alta velocità); un miliardo e mezzo per 70 mila nuovi alloggi di edilizia agevolata e prestiti a tasso zero per l`acquisto della prima casa ed anche anticipazioni del credito di imposta.
Dico questo per dire che riteniamo che anche questo decreto-legge rientri nell`ambito di un modo di risolvere i problemi che questa crisi ci sta ponendo dinanzi assolutamente errato e sbagliato. È per questo che noi del Partito Democratico abbiamo scelto di non penalizzare le categorie che da questo provvedimento verranno favorite ed agevolate; non esprimeremo, quindi, voto contrario, ma ci asterremo, in virtù delle diverse criticità che hovoluto e cercato di evidenziare (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).



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