Rassegna Stampa


11-07-2008
LA “MANOVRA D’ESTATE” PENALIZZA IL MEZZOGIORNO

Il decreto-legge num. 112 del 2008 ( manovra d’Estate) a fronte degli ambiziosi obiettivi annunciati, non salvaguarda né rafforza gli investimenti in infrastrutture e non affronta i veri problemi del Paese, a partire da quello dello sviluppo del Mezzogiorno.

Ne è convinta L’On. Margherita Mastromauro.

Quelli che a suo giudizio costituiscono i punti di maggiore criticità e debolezza del decreto-legge sono soprattutto legati alla inaccettabile riduzione delle risorse per l’ammodernamento e il rafforzamento della rete infrastrutturale del Paese, che è testimoniata dalla diminuzione sia degli investimenti fissi sia delle spese in conto capitale (passate, queste ultime, dal 4,5 per cento al 3,3 per cento del PIL); dall’assenza di una coerente azione politica per lo sviluppo del Mezzogiorno e una pesantissima riduzione dei fondi ad esso destinati (i circa 7,7 miliardi di euro sottratti alla spesa per lo sviluppo del Mezzogiorno, di cui al FAS, equivalgono, da soli, ad oltre un quarto delle economie complessivamente previste dalla manovra finanziaria); dalla genericità e incongruenza delle misure relative all’annunciato « piano casa », che se non dovesse essere modificato profondamente rischia di rimanere soltanto una dichiarazione d’intenti.

 

Sull’ultimo questo ultimo punto, anche per testimoniare la concreta volontà del gruppo del PD di evitare diatribe più dialettiche che di sostanza e di operare, invece, per garantire, attraverso opportune modifiche al testo, operatività ed efficacia al « piano casa » in questione, indica alcuni punti chiave. Si sofferma in particolare sull’esigenza di fissare tempi certi per la formazione e l’attuazione del « piano casa », nonché

sulla necessità di prevedere un esplicito potere sostitutivo in caso di inadempimenti e un’indicazione precisa di strumenti di prevenzione e composizione delle eventuali controversie, che certamente insorgeranno ad opera degli enti locali.

 

Sottolinea poi la negativa impostazione centralistica dell’articolo 11, che non tiene nella dovuta considerazione il ruolo e le competenze costituzionalmente garantite alle istituzioni regionali e locali. Si richiama, inoltre, al riequilibrio delle scelte relative al finanziamento del « piano casa », che – se restano così sbilanciate sul ruolo dei capitali privati (attraverso il ricorso alla finanza di progetto, alle misure della cosiddetta premialità o all’istituzione di specifici fondi immobiliari) – rischiano di provocare una pericolosa « finanziarizzazione » di un settore delicato e fondamentale per il successo delle politiche di coesione sociale nel Paese.

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Martedì 8 luglio 2008

Commissione VIII



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