Rassegna Stampa


09-04-2009
GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO- di Margherita Mastromauro

NON E` UN PIANO CASA MA PUO` SERVIRE A CERTE CONDIZIONI

 

Gentile Direttore,

 

l’accordo tra Stato e Regioni per l’attuazione dell’impropriamente detto piano casa è una garanzia per il nostro territorio; trasforma quello che era un decreto inaccettabile e fortemente rischioso per la tenuta urbanistica del Paese, in una opportunità di sviluppo e di salvaguardia, fatta salva la capacità delle Regioni, cui ora spetta l’onere di formulare le norme attuative, di operare scelte sensate.

Sono certa che la Regione Puglia saprà assolvere a questo nuovo compito con responsabilità; la gestione intelligente ed oculata dell’assessora al Territorio Angela Barbanente ha saputo conciliare, in questi anni, esigenze di sviluppo urbanistico e tutela territoriale.

Tuttavia questa fase è delicatissima. La possibilità di rilanciare l’economia e al contempo di avviare politiche di riqualificazione urbanistica, dipende unicamente dalla capacità che avremo di elaborare un provvedimento efficace e nei tempi indicati (90 giorni). E’ per questo che, anche come componente dell’VIII Commissione parlamentare Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici, sento di dover dare il mio contributo.

 

 

L’operatività delle norma dovrebbe essere estesa, a mio parere, anche agli immobili non residenziali. E mi riferisco, ad esempio, agli immobili industriali dismessi, che sono numerosi e spesso ubicati senza alcuna logica su tutto il territorio. Una demolizione e una ricostruzione, magari privilegiando le tecniche di bio-edilizia e sempre nel rispetto dei piani regolatori, permetterebbe di eliminare quell’immagine di forte degrado, spesso proprio a ridosso dei centri urbani, che questi insediamenti oggi contribuiscono a dare.

Un’altra opzione potrebbe essere quella di subordinare la costruzione e la demolizione con premio volumetrico del 35% all’obbligo di costruire parcheggi, la cui carenza, come tutti sappiamo, ha trasformato le nostre città in giungle automobilistiche, con conseguenti problemi di traffico e di inquinamento da polveri sottili.

Od anche quella di richiamare espressamente il rispetto della normativa antisismica e delle barriere architettoniche; la cui osservanza oggi non è ancora così scontata.

Si potrebbe pensare inoltre ad un’ulteriore premialità volumetrica nell’ambito di interventi di forte utilità pubblica, e mi riferisco a tutte quelle operazioni finalizzate alla riqualificazione di aree degradate, ad esempio. E per questo, sarebbe molto utile chiedere il parere dei Comuni. 

Dovremmo inoltre approfittare dell’adozione della legge regionale per proporre già in questa fase uno snellimento delle procedure, e cioé forme semplificate e celeri per l`autorizzazione degli interventi edilizi. Tra queste, una potrebbe essere l’attribuzione al responsabile dello sportello unico del potere vincolante, anche nei confronti delle autorità esterne tenute a pronunciarsi.

 

 

Mentre la Regione dovrà provvedere all’elaborazione della legge attuativa, è necessario però che il Governo si occupi della vera emergenza, che è quella della carenza di alloggi sociali e della difficoltà di tante famiglie che non riescono a pagare l’affitto. Il centrosinistra continuerà a richiamare la maggioranza alle sue responsabilità, così come ha fatto pesantemente  in questi mesi.

Perché questo provvedimento del governo Berlusconi con l’emergenza abitativa non ha niente a che fare, ed è importante non generare confusione. Il centrodestra sta adottando delle misure nel settore dell’edilizia che non danno una risposta al disagio abitativo e che solo erroneamente vengono definite “piano casa”. Il vero piano casa è un’altra cosa. E’ quello varato con l’art. 11 del decreto legge 112/2008 convertito in legge 133/2008 in base al quale Berlusconi prometteva  la costruzione di circa 20000 alloggi sociali per  fasce deboli entro luglio 2009 e che invece  per responsabilità del Governo è ancora ben lontano dal trovare attuazione. Una vera riforma del settore deve occuparsi dei bisogni abitativi reali, deve favorire l’accesso a una casa dignitosa a quelle famiglie che non possono sostenere i prezzi del mercato, e che sono sempre più numerose. In base all’ultima indagine del SUNIA, nel 2008 vi è stato un ulteriore  preoccupante incremento  degli sfratti per morosità.

C’è bisogno di risorse pubbliche e private, di investimenti per  l’edilizia sociale, di interventi strutturali. La casa è un problema che riguarda tutti, e non una faccenda per fasce sociali privilegiate.

 

Margherita Mastromauro (Pd)

 

 

Roma, 7 aprile 2009

 

 


 



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